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Arte sacra in Molise: Chiesa Santa Maria Assunta - La cattedrale di Isernia

La chiesa ha origini antiche e ha subito varie vicende edilizie nel corso dei secoli. L'edificio primigenio, crollato completamente, venne ricostruito nel 1526: nel 1691 furono costruiti la sacrestia e il coro. Danneggiata dal terremoto del 1805, la chiesa fu restaurata nel 1909.

La facciata presenta in alto un coronamento curvilineo al centro, mentre ai lati è rettilineo. Al lato si trova la torre campanaria quadrata.
L'interno è diviso in tre navate, con pilastri e paraste di ordine ionico e stucchi. La chiesa primitiva è visibile nello spazio della navata centrale, dove le colonne e i pilastri sostengono archi a tutto sesto in pietra viva.

All'interno, nella volta della navata centrale, si può ammirare un affresco del 1791 di Ciriaco Brunetti da Oratino, raffigurante l'"Assunzione della Vergine". Altre opere interessanti una tela del Trivisonno del 19457 e due statue del Colombo.

 

La cattedrale di Isernia

L'interno della Cattedrale di San Pietro, IserniaEdificio antichissimo, la cattedrale è stata sottoposta a diversi restauri, tra cui quello eseguito nella seconda metà del sec. XIV, a seguito del terremoto del 1349. Abbattuta di nuovo dal terremoto del 1805, la cattedrale fu restaurata radicalmente nel 1822, fu poi ricostruita in più fasi, fino al 1851, quando fu realizzato l'elegante pronao del prospetto, formato da colonne di ordine ionico. In questi ultimi anni sono stati eseguiti dei lavori di scavo sotto il pavimento che hanno rilevato i vari interventi operati nei secoli.

In corrispondenza del corso Marcelli vi è una massiccia torre campanaria a pianta quadrata, con 4 ordini: il piano terra presenta gli archi ogivali e, agli angoli, quattro statue togate di età romana; all'ultimo ordine vi è la cella campanaria costruita nel sec. XVI, mentre il resto della struttura risale al 1300.

Sul lato opposto la Cattedrale comunica con l'Episcopio e col Seminario. La struttura preesistente e più antica è quella di un tempio italico databile intorno al sec. III a.C., che aveva la stessa larghezza della chiesa attuale, mentre lo sviluppo longitudinale era minore. Di questo tempio, forse dedicato a Giove, Giunone e Minerva, restano parti del podio con cornice a doppia gola rovescia sulla fiancata sinistra.

Con l'avvento del Cristianesimo fu costruito sulla stessa area un tempio cristiano terminante nella parte mediana con l'abside e con l'ingresso dalla parte opposta di quello moderno. Tra i reperti ci sono anche i resti di un battistero di età paleocristiana, di una chiesa tardo medievale ed alcune tombe di vescovi.

La pianta della cattedrale è di tipo basilicale senza transetto e l'interno è diviso in tre navate da paraste di ordine composito e archi a tutto sesto. Il pronao, in stile neoclassico ottocentesco, con colonne di ordine ionico, è molto simile a quello della cattedrale di Campobasso che appartiene allo stesso periodo.

Allo stesso periodo (1826-1861) risalgono le decorazioni in stucco modellato e dipinto sulle pareti e dei dossali di altari secondari, il coro ligneo. Il dossale in stucco modanato dell'altare maggiore, in marmi policromi, è stilisticamente ascrivibile a maestranze napoletane di fine sec. XVIII; sotto la mensa del medesimo altare è custodito un ricco sarcofago con il corpo di S. Benedetto vescovo d'Isernia del V secolo. Notevole anche il pulpito in marmo sorretto da due colonne.

Si segnalano due croci d'argento, che si presumono doni ricevuti da Celestino V, una delle quali finemente cesellata e ricca di pietre preziose e una gabbia di rame ciprio-dorato, in cui si conserva il cranio di S. Nicandro. Al suo interno la cattedrale custodisce nella Cappella a sinistra dedicata alla Madonna della Luce un dipinto su tavola della Madonna con il Bambino, detta appunto "Madonna della Luce": il fondo dorato e la frontalità delle figure sono tipicamente bizantini: il dipinto proviene dall'isola greca di Leros.

Nella stessa cappella la statua lignea di S. Lucia (sec. XIX) opera di Labbate Emilio e due statue di Angeli più recenti. Nella navata destra la Cappella dedicata a S. Pietro Celestino in cui si segnalano il gruppo scultoreo Madonna con Bambino detta "Madonna del Piede" (sec. XIII) e un dipinto ad olio su tela (sec. XVIII) ambedue opere di artisti campani.

Nel presbiterio si trova una tela di Raffaele Gioia che raffigura "Cristo mentre consegna le chiavi a S. Pietro"; sulla parete sinistra, in una edicola di altare una tela ad olio del sec. XVIII raffigurante La Pietà. Nella cupola e nei pennacchi vi sono affreschi del pittore campobassano Amedeo Trivisonno realizzati nel 1927.

Le statue lignee. Diversi gli oggetti di arredamento, i reliquiari a busto, gli oggetti d'uso e i paramenti ecclesiastici stilisticamente riferibili ai secc. XVI, XVII, XVIII e XIX, nonché materiale proveniente dalla Chiesa di S. Maria delle Monache e dal Santuario dei SS. Cosma e Damiano, custoditi nella sacrestia, nell'archivio e nella torre campanaria.

Nella sacrestia sono conservati anche numerose statue, gruppi scultorei e dipinti databili per lo più sec. XIX, come pure diversi sgabelli e poltrone vescovili con stella del Vescovo G. Saladino, fatta esclusione di alcuni dipinti a olio su tela dei secc. XVI e XVII.
 

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